CASTIGLIONE DEL LAGO – Domani 4 aprile ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita di Angelo Sodini, nato a Castiglione del Lago nel 1875, uno dei più grandi intellettuali del territorio umbro fra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900. Lagodarte Impresa Sociale, con il patrocinio del Comune di Castiglione del Lago, ha pensato infatti di ricordare l’anniversario con il progetto espositivo “Anima umbra: Angelo Sodini a 150 anni dalla nascita” che partirà all’inizio dell’autunno e che si pone l’obiettivo di far conoscere questo “intellettuale esteta”, importante figura della cultura italiana che, tra le tantissime attività editoriali, ha celebrato la bellezza della propria terra d’origine. Le sedi dell’esposizione saranno gli spazi di Palazzo della Corgna e del Nuovo Cinema Caporali con una serie di eventi, nella durata della mostra, che coinvolgeranno personaggi del panorama culturale italiano.
CHI ERA ANGELO SOLDINI
Angelo Sodini, nato a Castiglione del Lago il 4 aprile 1875 e morto a Milano dove viveva e lavorava il 29 luglio 1939, intellettuale, esteta, attivo in ambito letterario, era molto vicino a Gabriele D’Annunzio e fu il curatore dell’opera omnia, fatta finanziare dal Governo Mussolini, e della prima biografia del “vate” dal titolo “Ariel armato”. Nell’archivio della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” sono presenti centinaia di lettere manoscritte e dattiloscritte inviate da Angelo Sodini a D’Annunzio e ad Arnoldo Mondadori. Sodini fu traduttore in inglese e francese di narrativa europea, tra cui spicca la traduzione in esclusiva di alcuni romanzi di H.G. Wells, come ad esempio il celebre “La guerra dei mondi” (Collezione di Romanzi Fantastici, Vallardi, 1901) e fu direttore editoriale delle storiche case editrici Barbera e Mondadori, stretto collaboratore di Arnoldo e Remo Mondadori, narratore, saggista, pubblicista e fine conoscitore dell’Umbria, cantore della stessa nel proprio testo “Anima umbra” pubblicato per la prima volta nel 1913. Angelo Sodini, per la sua bravura, meticolosità e, avendo a che fare con D’Annunzio, per la sua pazienza, venne definito dallo stesso poeta come “il principe dei correttori pazienti”. Arnoldo Mondadori quando lo assunse nel 1923, in qualità di direttore editoriale, ebbe a dire che “aveva dato prove sicure del suo valore e del suo tatto professionale come direttore della filiale romana della UTET prima e di Casa Barbera poi” e per darne notizia, acquistò un’intera pagina del Giornale della Libreria – come scrive Enrico Decleva nella sua biografia di Arnoldo Mondadori – A riprova in un certo senso del rango raggiunto dalla sua casa, che ricorreva ad un dirigente editoriale, il Sodini, di tanto livello…”.
Dopo la morte di D’Annunzio, avvenuta il 13 ottobre del 1937, Sodini, che morì due anni dopo il 29 luglio del ‘39, lasciò al comune amico Arnoldo Mondadori tutte le lettere ricevute dal poeta e oggi conservate presso l’Archivio Storico del Vittoriale degli Italiani: 137 pagine autografe e 26 telegrammi originali, scrivendogli “Dodici anni di rose, non senza spine, sono vissuti e consacrati in questo carteggio. Io purtroppo non ho figli a cui lasciarlo né un nome né una tradizione…”.
Il progetto prevede la realizzazione di una mostra, suddivisa in più sezioni, riguardanti i molteplici aspetti di questa eclettica figura: una sezione storico documentaria, una sezione fotografica e artistica, una sezione letteraria e, infine, una sezione cinematografica.
La mostra avrà il carattere documentario prevedendo anche l’inserimento di opere d’arte tra cui le foto originali della collezione Alinari, alcune opere futuriste originali, immagini provenienti dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e dalla Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”. L’allestimento nelle sale di Palazzo della Corgna riguarderà la sezione documentaria e fotografica, mentre nel foyer del Nuovo Cinema Caporali sarà collocata la sezione dedicata alla storia della sala cinematografica che vede protagonista un discendente della famiglia Sodini, Ferdinando Sodini (detto “Cerino”). Ferdinando Sodini negli anni 30/40 dello scorso secolo fondò e gestì, nei locali dell’ex chiesa di S. Agostino, il primo cinematografo, adibito anche a teatro e salone delle feste. Ancora oggi l’ex chiesa ospita il Nuovo Cinema Caporali, diventato nel frattempo una piccola multisala con l’accesso dalla parte opposta rispetto alle origini.